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libro sacbeobLuca Belcastro
SACBEOB
Escritos latinoamericanos | Scritti latinoamericani
LIBRO | en castellano - in italiano | Moretti&Vitali 2010

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Maria Fonticoli Terraneo

Sulle tracce di un'altra cultura musicale

Articolo tratto da La Provincia (Como - Italia) del 26 marzo 2011


È uscito di recente, per i tipi di Moretti&Vitali, Sacbeob, scritti latinoamericani (novembre 2009 - marzo 2010) firmati da Luca Belcastro, musicista-compositore comasco.
È un libro piacevole e scritto in una lingua chiara, semplice e diretta: può interessare senza dubbio i musicisti, i musicofili ma anche tutti coloro che si occupano di "spettacolo". Un coacervo di autobiografismo, riflessioni, analisi e confronti tra il mondo europeo e quello certamente più caleidoscopico dell'America latina. Il libro è frutto di esperienze vissute in prima persona: nasce, infatti, dalla cronaca di un lungo viaggio (dura tutt'ora), documentato da diari, che gli ha fatto conoscere moltissime città del mondo oltreoceano delle quali sottolinea il profumo di una natura esuberante e di una società, forse poco acculturata (secondo i nostri parametri), dal tratto sinceramente disponibile e comunicativa. Chi scrive è una persona colta e curiosa che non tralascia qualche provocazione, ma nel contempo propone soluzioni oltre che iniziative didattico-pedagogiche invitanti alla conoscenza reciproca. Parla di prospettive a proposito di concorsi e competitività, di opportunità, di responsabilità, d'intolleranza, di emigrazione. Si addentra in argomenti che vanno dalla poetica alla tecnica del compositore, dall'immagine di spettacolo alla fruizione visiva e auditiva, dalla fase progettuale alla realizzazione di un atto creativo... «Belcastro giunge a quaranta anni di età e già si guarda alle spalle - recitano le note di copertina - dopo aver vinto in Europa moltissimi concorsi di composizione, con relative esecuzioni». Dunque, Luca lascia Como, l'Italia e parte, vivendo avventure culturali folgoranti che cambiano la sua vita e i suoi pensieri.
«Decisi di smettere di partecipare a concorsi, di allontanarmi dal sistema di relazioni che avevo instaurato con interpreti e festival, basato sulla competitività e sull'individualità. Un sistema che porta anche alla solitudine, all'emarginazione, all'incapacità non solo di rallegrarsi delle possibilità che si aprono agli altri, ma anche di condividerle e favorirle». Se al di là del mare trova la musica "colta" ancora dipendente da Europa e Stati Uniti, nella gente, per strada, nelle feste popolari, soprattutto, ha «scoperto la grande capacità delle persone di coinvolgere e creare possibilità di condivisione».