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libro sacbeobLuca Belcastro
SACBEOB
Escritos latinoamericanos | Scritti latinoamericani
LIBRO | en castellano - in italiano | Moretti&Vitali 2010

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Barbara Faverio

Viaggio alla ricerca di sé lungo i sentieri dei Maya

Articolo tratto da MAG - il Magazine de La Provincia (Como - Italia) dell'aprile 2011

Il musicista Luca Belcastro firma un libro tra zibaldone e diario di bordo: narra la crisi del fare musica secondo canoni tradizionali e la voglia di nuovo, trovata in un progetto che ha coinvolto centinaia di giovani latinoamericani

La responsabilità dell'artista, il processo creativo, il rapporto tra mondo ricco e mondo povero, lo strapotere della tecnologia e l'impoverirsi dei rapporti umani, ma anche la situazione politica ed economica dei Paesi dell'America latina. È ricco di spunti il libro di Luca Belcastro «Sacbeob - Scritti latinoamericani» (Moretti&Vitali, 151 pag.), testo a metà fra lo zibaldone di pensieri e il diario di viaggio in cui il chitarrista e compositore comasco tenta di tirare le fila di riflessioni ed esperienze che partono dalla musica per dipanarsi nei mille percorsi del mondo, quei "sacbeob" - sentieri maya - che danno titolo al libro. Belcastro racconta la crisi del suo rapporto con la musica e il fare musica secondo i canoni occidentali - l'individualismo, la competizione, la chiusura del processo creativo entro canoni classici e sclerotizzati - e la decisione di promuovere dal 2008 in diversi Paesi del Sudamerica il progetto «Germina.Cciones... - primaveras latinoamericanas», che ha coinvolto centinaia di giovani musicisti in corsi di composizione che puntavano sul confronto, sulla condivisione e sulla valorizzazione del patrimonio musicale autoctono, in alternativa a una globalizzazione che sta fagocitando anche il mondo delle note.
Un progetto che partendo dalla musica ha alimentato una sensibilità non omologata, pronta a cogliere ed apprezzare le differenze di un modo di vivere e di percepire le priorità ancora presente in alcune parti del mondo, come in Sudamerica. Da ricerca musicale quella di Belcastro è diventata ricerca antropologica e, perché no, sociale e politica nel momento in cui realizza che «ciò che differenzia i poveri dai ricchi non si trova nei beni materiali, ma nell'esclusione dalla creazione e dal sapere scientifico» e che quindi l'impegno educativo deve essere considerato prioritario.
E diventa anche una ricerca dentro se stesso, dove il tratto umano è svelato con grande pudore e onestà, mai nascosto dietro fumisterie intellettuali.